In un momento in cui l'attore Cha Eun-woo è al centro di una controversia fiscale, l'Associazione dei contribuenti coreani (KTA) è intervenuta per condannare il trattamento mediatico riservatogli e per ribadire un principio fondamentale della legge: la presunzione di innocenza.
Lo scorso luglio, l'attore è stato oggetto di un controllo fiscale imprevisto da parte dell'Ufficio Regionale delle Imposte di Seoul. La procedura ha portato a un accertamento fiscale di oltre 20 miliardi di won (oltre 11 milioni di euro). Sebbene si tratti di una cifra impressionante, ad oggi nessuna sentenza del tribunale ha confermato l'esistenza di un reato.

L'organizzazione ha voluto chiarire la differenza tra ottimizzazione fiscale e frode. A suo avviso, i contribuenti hanno il diritto di ridurre legalmente il loro carico fiscale, a patto che nessun tribunale stabilisca che ciò è illegale. «L'ottimizzazione fiscale è un diritto, non un crimine».», La KTA indica una serie di precedenti giurisprudenziali, in particolare negli Stati Uniti, che confermano che i contribuenti possono trarre vantaggio dalle disposizioni di legge per ridurre la loro responsabilità fiscale.
Autorità fiscali accusate di abusi
Il KTA ha anche commentato il caso di una società costituita a nome della madre di Cha Eun-woo, presentata in alcuni articoli come una «società di comodo». Per l'organizzazione, questa caratterizzazione è ingiustificata in questa fase. «L'uso di questo tipo di termini prima dell'esito del procedimento legale crea un pregiudizio irreversibile», ha avvertito, citando un precedente legale in cui una società è stata scagionata dalla Corte Suprema nonostante una condanna iniziale.
Inoltre, la KTA lancia l'allarme sulla fuga di notizie relative alla verifica fiscale dell'attore. Ritiene che queste rivelazioni provengano probabilmente dalle stesse autorità fiscali e chiede un'indagine interna. Il KTA sottolinea che la divulgazione di informazioni fiscali riservate è illegale secondo la legge sudcoreana.
Infine, l'associazione critica la severità del sistema fiscale coreano, che considera eccessivo e dissuasivo. Sostiene che le sanzioni cumulative possono superare i 200 % dell'importo iniziale e che ciò contribuisce a spingere alcuni contribuenti a indebitarsi o a delinquere. «Anche nei casi di irregolarità, la sanzione deve rimanere misurata e consentire un ritorno alla normalità», conclude il KTA.
In un clima mediatico teso, il sostegno pubblico a Cha Eun-woo intende riequilibrare il dibattito, sottolineando la necessità di lasciare che la giustizia faccia il suo corso, senza pregiudizi.
